Sino a Domenica 30 Gennaio 2011, presso la Galleria d’arte Immagine Colore di Loredana Trestin e Anna Ferrari (Genova, Vico del Fieno 21 rosso, tel. 010 4075240; Internet: www.immaginecolore.com), è allestita l’esposizione di arte contemporanea “L’Eco del Cuore”, una mostra personale dell’artista Marco De Barbieri. L’ingresso è libero. Orario: dalle 15,30 alle 19,30, dal Martedì al Sabato. Sono quadri di genere astratto nei quali il pittore utilizza moltissimo i colori e un taglio netto del pennello, giocando con le prospettive e con linee orizzontali, verticali o diagonali, a seconda dei casi. L’esposizione è sponsorizzata da Service Company, azienda specializzata in disinfestazioni, derattizzazioni e pulizie professionali (Internet: www.sercomp.it). Così si legge nella presentazione del Prof. Aldo Maria Pero: “Ci troviamo di fronte a un segno astratto, un astratto molto materico, che fa supporre un’evoluzione dal figurativo. La conquista dello spazio effettuata da De Barbieri è forte, per bande cromatiche nette e tali da dare l’impressione di uno spessore, di una volumetria a malincuore negata ma non del tutto cancellata. Nelle tele esposte esiste ed emerge una volontà compositiva che si evidenzia nell’impaginazione molto accurata e con tratti che suggeriscono, nell’alternanza di tinte scure e neutre con altre vibranti di sottaciute parole, espressioni e moti esistenziali lasciati all’intelligenza del riguardante invece che conclamati. Se lo fossero, sarebbe un urlo, tanto è forte la mano e lo spirito che le hanno affidate alle tensioni emergenti dalle superfici. Del resto l’astrazione non è una moda, ma un’esigenza dell’animo che, giunto a un certo momento della propria evoluzione, si avvede che le immagini del quotidiano non sono più sufficienti ad esprimere sentimenti urgenti ed inauditi; allora l’artista trova nell’astrazione il solo modo per continuare ad esistere non tanto come pittore ma come persona, uomo dei sentimenti profondi e non delle futili cose consunte dall’uso e divenute quasi invisibili per indifferenza. Un uomo, un pittore, dunque, che non cerca il plauso dei molti, ma la consentaneità dei pochi in grado di sostenere il dialogo con quanto è scritto nei suoi lavori”.