Archivio per Gennaio, 2008

Gen 08 2008

NASCE IL COMITATO DI QUARTIERE PER GLI ABITANTI DI VIA SANT’ELIA NELLA ZONA DEGLI ERZELLI

Pubblicato da anna gugliandolo nelle categorie Senza categoria

ricciuti.jpgNASCE IL COMITATO DI QUARTIEREPER GLI ABITANTI DI VIA SANT’ELIANELLA ZONA DEGLI ERZELLI Si è costituito in questi giorni il Comitato di Quartiere dei Cittadini che risiedono in via Sant’Elia, a Sestri Ponente, nella zona adiacente agli Erzelli. L’iniziativa è stata portata avanti da Vittorio Medaglia e Giacomo Ricciuti (nella foto), rispettivamente nominati presidente e portavoce del comitato. Il Rag. Medaglia, per oltre quarant’anni amministratore del Quartiere del Boschetto (ovvero i civici 204, 206, 208, 210 e 216), prima di lasciare il posto allo stesso Geom. Ricciuti, ha deciso, con l’idea di questo comitato, di rendere finalmente pubblica e “istituzionale” la voce dei tanti residenti di questa zona, da tempo dimenticati e con parecchie istanze da sottoporre all’opinione pubblica, ma soprattutto alla civica amministrazione. A parte il problema dei tralicci dell’alta tensione, che passano a pochissimi metri dalle abitazioni e che hanno già suscitato una certa attenzione, da parte della stampa cittadina (i residenti chiedono che i cavi vengano interrati), restano altre pertinenze vitali, che vedono coinvolte più di cinquecento famiglie. Ecco perché si è formato il comitato. Tra le principali difficoltà, la strada che conduce al Quartiere Boschetto, molto in pendenza e particolarmente dissestata: «Una bella asfaltatura non farebbe male - commenta Giacomo Ricciuti – Ci sono buche assai pericolose. Provate a salire fin qui in motorino: bisogna fare lo slalom… Quando piove, poi, la situazione diventa ancora più difficile». Poi, la questione dell’acquedotto: «L’acqua in queste case, come in altri palazzi di via Sant’Elia viene pompata a spese del Comune di Genova sino a cinquanta metri sul livello del mare. Da questa altezza in su, le spese sono a carico dei residenti. Esiste una stazione di pompaggio, ma è vetusta. Circa cinquecento famiglie sono allacciate, è quantomeno necessaria una manutenzione. Tra corrente, strada e acqua, mi sembra siano tutte pertinenze vitali. Non si può far finta di niente». Dice ancora Ricciuti: «Non possiamo restare indifferenti vivendo giornalmente i disagi della popolazione sestrese, disagi che, per quanto piccoli possano apparire a chi non vi abita, sono comunque importanti per la cittadinanza. Le idee e le capacità non sono di nostra proprietà, devono essere messe al servizio del prossimo, senza compromessi, senza titubanze. Ho sentito, insieme a Vittorio Medaglia, la voce di tanti cittadini su al Quartiere Boschetto, la difficoltà che hanno a vivere in un contesto ai margini di Sestri, lasciato a se stesso, e allora ci siamo costituiti in Comitato. Fra un po’ partiranno i lavori degli Erzelli, la costruzione del Villaggio Tecnologico: 400mila metri quadrati di residenziale, uffici, laboratori, facoltà di Ingegneria, un parco stupendo, dodicimila persone che gravitano giornalmente in quell’area, una cosa bellissima per Genova, proprio di fianco a via Sant’Elia. E via Sant’Elia? Abbandonata. Non possiamo permetterlo». E il Comitato ha già una sua proposta, da presentare di fronte alle istituzioni: «Sappiamo – conclude Ricciuti - che dalla Finanziaria 2008 sono stati stanziati 260 milioni di euro per la risistemazione degli Erzelli, oltre a dieci milioni di euro destinati alle infrastrutture limitrofe. Chiediamo semplicemente che la zona di via Sant’Elia rientri in queste spese e che i soldi vengano spesi in maniera intelligente, pensando alle famiglie che abitano qui».Il Comitato di Via Sant’Elia: Presidente: Vittorio Medaglia; Portavoce: Giacomo Ricciuti; Vice Presidente: Roberto Scibetta; Consiglieri: Paolo Bruzzone, Lucio Sanzone, Ugo Sartini, Gian Carlo Marrucci, Angelo Lauricella, Raffaele Borriello, Sergio Viotti, Bruno Biancardi, Francesco Rossi, Raffaele Gesualdi, Vito Bartolo e Sergio Loriga.INFORMAZIONI:Geom. Giacomo Ricciuti Tel. 010 6514680

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Gen 06 2008

IL MUSEO PITAGORA DI CROTONE : UN PROGETTO ED UNA REALIZZAZIONE OBR BUILDING RESEARCH DI GENOVA

Pubblicato da anna gugliandolo nelle categorie architettura

museo-di-pitagora-4.jpga4_tommaso-principi-e-paolo-brescia.jpg       MUSEO DI PITAGORA ­­­Il Progetto per il Museo di Pitagora è l’esito di un concorso di idee promosso dal Comune di Crotone nel 2003 nell’ambito del Programma di iniziativa comunitaria Pic Urban. Oggetto del concorso era la creazione di un parco tematico avente come tema la figura di Pitagora nella Kroton del V secolo a.C.. L’intervento è collocato all’interno del Parco Pignera su una area di 18 ettari di proprietà comunale situata sulle pendici di un rilievo collinare inserito nel contesto cittadino. Pensato come nuovo centro di riferimento delle attività culturali di Crotone, il museo si propone di esercitare una forza attrattiva per il turismo culturale internazionale attivando uno sviluppo economico e sociale per la città. Per questo motivo il progetto agisce su due livelli: a livello globale il museo si propone la valorizzazione dell’identità storico-scientifica di Pitagora, e a livello locale esso avvia un processo di riqualificazione urbana del tessuto compreso tra il centro storico e la periferia senza senso di recente formazione.   Il museo persegue una doppia strategia: da un lato prevedere una corretta integrazione paesaggistica nell’orografia del Parco Pignera, dall’altro realizzare un landmark visibile dalla città. Il risultato compositivo è l’articolazione di una struttura di 1000mq parzialmente ipogea integrata nel monte e contemporaneamente aggettante verso il centro urbano, realizzando una copertura di verde pensile che definisce un paesaggio continuo tra parco e città attraverso il museo.  Il giardino pensile è concepito come belvedere sul parco e la città, luogo di socializzazione all’aperto dove il limite tra funzione espositiva, piazza e giardino sarà connotato dall’uso degli utenti. Alla struttura museale è possibile accedere sia al livello inferiore attraverso un percorso ascensionale dalla città, sia al livello superiore mediante un percorso discendente dalla collina. Tra i due livelli si articola una promenade interna che distribuisce le varie funzioni museali (foyer, sale espositive permanenti e temporanee, laboratori didattici, uffici) e conduce il visitatore in modo fluido tra lo spazio espositivo interno al Museo e quello esterno dei Giardini di Pitagora. La relazione tra architettura e paesaggio viene enfatizzata negli spazi del foyer a livello inferiore e della caffetteria a livello superiore che inquadrano come in un cannocchiale il panorama esterno. In questo contesto il progetto ricerca il massimo scambio interattivo tra architettura e paesaggio ricreando un continuum spazio-temporale di interazione tra uomo e ambiente.

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